martedì, dicembre 16, 2014

Giovanni (io) e la superficialità

Vi racconto questo piccolo spaccato di quotidianità, che a me alla fine, e purtroppo solo alla fine, mi ha fatto riflettere non poco.
La vita da pendolare di treni regionali porta, più o meno, ad una serie di ritmi e situazioni per lo più ripetivite, e se la mattina prendo sempre lo stesso treno al pomeriggio, per una serie di incastri alternativamente oscillo tra il metropolitano delle 15 (quando ce la faccio) il regionale delle 15.20 o il regionale delle 16.40 (quando faccio un po di straordinario).
Ovviamente non sono il solo pendolare al mondo, e quindi a seconda del treno le facce degli altri passeggeri sono sempre più o meno le stesse, o almeno c'è una base di utenti fissi che sono sempre quelli, e bene o male dopo un po fai anche l'abitudine a vedere facce che diventano, diciamo così familiari.
Ebbene, quando riesco a prendere il treno delle 15 buona parte di queste facce solite è composta da studenti sia liceali che, soprattutto, universitari, tra questi studenti universitari, uno aveva coplito la mia attenzione, un ragazzo magrissimo ed alto, con la tipica pettinatura da emo, ovvero capelli ammaccati avanti e dietro con ciuffo anteriore lungo tanto da coprire gli occhi, e più che la pettinatura in se, di questo ragazzo mi colpiva il fatto che, in maniera quasi compulsiva e ostinata, la sua fissazione era quella di sistemarsi i capelli proprio a coprire gli occhi.
Ora, però, mi preme fare una piccola premessa per chi non mi conoscesse, io nella vita non sono mai stato uno poco elastico sui gusti altrui, non ho mai trovato brutta o incomprensibile una moda o uno stile, anche perchè di mio non sono mai stato fermo o monotono nello stile, e specialmente coi capelli ne hi fatte veramente una di tutte, dal portarli lunghissimi, al portarli rasati a zero, le treccine, li ho tinti di blu, di nero, di arancione, biondo platino e meches di ogni tipo, quindi questo mio, chiamiamolo fastidio, nell'ostinazione di questo ragazzo di mettersi i capelli d'avanti agli occhi era una duplice anomalia, perchè oltre ad infastidirmi, faceva giudicare me stesso come uno che fa ragionamenti da vecchio, o comunque quei ragionamenti che ho sempre attribuito ad altri e mai a me, mi dicevo "cacchio come i vecchi che danno del drogato ai ragazzi".
però ribadisco, non era il capello o la pettinatura era solo quell'ostinazione di mettere i capelli avanti aglio occhi.
Poi però, il caso presenta il conto, qualche giorno fa nel treno affollato io e questo ragazzo siamo capitati seduti uno di fronte all'altro, e la mia infastidita curiosità mi ha spinto a guardarlo attentamente mentre, immancabilmente si sistemava il ciuffo, e li mi sono dato, non una, non due ma cento volte del coglione,e sopratutto del superficiale, che poi negli altri ce c'è una cosa che proprio non sopporto è la superficialità, quindi figuramoci quando mi sono accorto di essere caduto in un giudizio aprioristico e superficiale quanto si è amplificata la sensazione di disagio critico, per essere stao tale, si perchè in sostanta l'ostinazione di questo ragazzo di spostarsi il ciuffo d'avanto aglio occhi, non era associabile ad una delle mode del momento, ma è il tentativo di coprire agli occhi degli altri la mancanza di sopracciglia, si perchè quel ciuffo altro non è che il ciuffo di una parrucca sulla testa di un ragazzo che in sostanza di capelli, sopracciglia e ciglia non ne ha.
avete capito ora perchè mi sono sentito tanto coglione, tanto superficiale e tanto stupido?
chissà perchè quel ragazzo vive quella situazione, ma soprattutto chissà quanto deve essergli difficile e pesante, specie gli sguardi superficiali degli estranei che, come me, a volte no prestano la sufficiente attenzione quando guardano il mondo che li circonda.
promemoria per il futuro "giovanni sii meno coglione e meno superficiale"

1 commento:

nonno enio ha detto...

mai fermarsi alle apparenze sopratutto se queste ci portano a fare considerazioni sbagliate