mercoledì, settembre 24, 2014

the leftovers

the leftovers
altro prodotto figlio della cricca di lost, a sto giro la narrazione è scritta da Lindeloff, che ne fa la sceneggiatura assieme a Tom Perrotta, autore del libro dal quale è stata tratta l'idea di questa serie, prodotta, manco a dirlo, da HBO.
In sostanza ad un certo punto all'improvviso scompare nel nulla il 2% della popolazione mondiale, generando nel resto dell'umanità un senso di smarrimento ed una necessità di elaborazione del lutto dovuto all'inverosimile situazione.
La storia si concentra, come troppo spesso accade, nella ristretta cerchia di una piccola città della provincia americana dove i personaggi, che alla fine sicuramente saranno la chiave narrativa di tutta l'umanità, si intrecciano in varie vicende.
La serie parte molto lenta, e dopo un paio di puntate c'è la tentazione di abbandonarla, perchè prende un giro larghissimo e veramente a tratti non si capisce dove voglia andare a parare, poi, in perfetto stile lost, le storie cominciano ad essere le une complementari delle altre, e tutta la storia comincia ad avere un senso e a rendersi un po interessante. Altra forma narrativa tipica di lost presente in leftovers, è il finale, ovvero per raccontare il finale della prima stagione si è cominciato a raccontare l'origine dei personaggi, una formula che devo ammettere funziona sempre.
Alla fine la serie, che è un prodotto di notevole qualità, è ben lontana da altre serie che hanno avuto più successo, e onestamente non so quanto possa mantenersi sulla cresta, ma resta comunque un prodotto ben fatto che merita tranquillamente di essere seguito.

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