venerdì, maggio 09, 2014

Breaking Bad


E così, puntata dopo puntata, gustate quasi come se si trattasse di un rito religioso, sono giunto al finale di Breaking Bad, serie che, nonostante in italia non avesse avuto l'attenzione, l'impatto ed i mezzi, è diventata culto anche nel nostro paese. Sono mesi che ogni classifica di gradimento sui telefilm, o sui personaggi dei telefilm, vede Breaking Bad ed i suoi interpreti vincere a mani basse. Tanto clamore, meritava attenzione, col pregiudizio (tutto mio) che spesso quel che piace tanto agli altri a me in genere non piace e sovente mi fa pure piuttosto ribrezzo, ed invece a sto giro, il gradimento generale coincide con un prodotto di altissimo livello, scritto benissimo, interpretato benissimo, con dei presonaggi approfonditi e sfaccettati senza sbavature, con pochissime forzature narrative e praticamente nessuna perdita di qualità dalla prima all'ultima puntata. A tutto ciò si deve aggiungere anche un gran bel finale (spesso i finali sono deludenti anche, anzi specialmente, nelle serie meglio riuscite) molto approriato a tutta la storia raccontata nelle 62 puntate, chiuso definitivo, risolutivo e bello.
Ovviamente non scrivo nulla sulla trama per non spoilerare ma soprattuto per lasciare, a chi volesse vederla, il gusto di scoprire puntata dopo puntata le vicende e soprattutto l'evoluzione di Walter White.
Breaking Bad sicuramente rientra nell'empireo delle serie tv più belle mai realizzate.

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