martedì, marzo 19, 2013

la casa consiglia

Reality
Se Matteo Garrone avesse fatto reality 5 o 6 anni fa, forse (ma non ci scommetterei nemmeno un centesimo) ci saremmo risparmiati diverse edizioni del Grande Fratello, che invece negli anni è sopravvissuto agli ascotli calanti e anche a se stesso, partendo col "nobile" intento di raccontare la realtà (non ci è mai riuscito) finendo per essere un circo, un ciroclo e un riciclo, della sola realtà di quella fetta di adolescenti, posta adolescenti, giovani e giovani/anziani, per i quali la realtà era solo quella filtrata da un certo tipo di tv che ha generato un vero esercito di "morti di fama" che potremmo racchiudere tutti sotto lo stereotipo di aspiranti tronisti.
La storia è semplice e raccontata in modo genuino, un pescivendolo che tra lavoro e piccole truffe si barcamena nella sua quotidianità fatta di famiglia ed ignoranza, si trova a fare i provini per il grande fratello. Da quel momento, preso dalle sue proiezioni mentali su come potrebbe essere la sua vita una volta diventato famoso, fa diventre la sua voglia di partecipare al relaity una vera ossessione, finendo nelle paranoie più pure, immaginando di essere spiato dalla redazione del grande fratello intenti a verificare la sua idoneità, trascinando nel suo baratro mentale anche la sua famiglia e tutti quelli che gli stanno accanto.
La maniera cruda e priva di filtri etici e moralistici rende, ad un certo punto, l'epilogo della storia piuttosto ovvio, visto che è semplice specchio di una bella fetta di società attuale italiana, a mio cinico parere ormai irrecuperabile.
La casa consiglia la visione di Reality

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