venerdì, marzo 15, 2013

la casa consiglia

J. Edgar
Della malcelata omosessualità di J. Edgar Hoover (per 42 anni a capo dell'FBI) era una cosa nota, ma di certo non mi aspettavo che fosse il perno attorno al quale ruotasse tutta la biopic firmata da Clint Eastwood. Non che non fosse una cosa importante e fondamentale della sua carriera, non tanto il fatto di essere omossessuale, quanto il fatto che le sue stesse convinzioni culturali rendessero inaccettabile che un uomo provasse simili pulsioni, figuriamoci se a capo della più importante agenzia di sicurezza nazionale degli stati uniiti d'america.
La morale, appunto è la chiave di volta della narrazione, e anche dell'epopea carrieristica di J. Edgar, cresciuto con un'educazione rigida ed eccessivamente bigotta, come tutte le persone che sono convinte di rappresentare l'unico giusto possibile è stato un uomo rigido ad un punto tale da diventare irrazionale.
Celebre era la sua ostinazione nei confronti di Charlie Chaplin.
Era talmente ossessionato dal pericolo comunista da institurire task force di controllo preventivo degli intellettuale e gli artristi americani, pronti ad essere additati di "comunismo" qualora fossero, anche solo minimamente, non aderenti al suo schema mentale molto, ma molto ristretto. In pratica la paura del comunismo rendeva j. edgar hoover un vero e proprio fascista. Fasciste erano le sue convinzioni di dio patri e famiglia (rigorosamente in quest'ordine) fascisti erano i suoi metodi, sia nei confornti degli indagati, sia nei confronti dei suoi stessi colleghi ai quali non era concesso pensare diversamente da lui, e nemmeno presentarsi con un'estetica (vestiario/pettinature) che non rientrasse nei parametri del grande capo.
Ovviamente vista tale rigidità, non era solo il comunismo ad innervosire il capo dell'fbi, ma anche l'immoralità dal punto di vista sessuale, il film racconta delle lettere di minacce mandate a Martin luther king, intimanto a non riceve il nobel per la pace, visto che aveva una relazione extraconiugale che lo rendeva incompatibile con un tale riconoscimento. Ed anche le minacce al presidente Kennedy, noto latin lover.
Le sue ossessioni erano tali che chiunque diventava un potenziale nemico, tanto da far si che per autotutela si creasse un archivio privato di dossier su tutte le persone americane imporanti che nei 40 anni di direzione ha incrociato.
Quindi la storia di un personaggio, per lo più negativo che però nel suo lungo regno ha avuto il merito di introdurre l'attuale metodo investigativo moderno, inventando di fatto il codis (banca dati delle impornte digitali) e sopratutto di fatto ha inventato la scientifica che oggi è il motore principale della risoluzione delle indagini.
d'altra parte un personaggio tanto longevo non può non avere una storia fatta di luci ed ombre, ed è anche ovvio che siano le ombre le parti più intriganti da raccontare.
A me di solito Eastwood come regista non è che mi faccia impazzire più di tanto, anche se produce comunque film di alta qualità. Questo è decisamente un bel film, nel quale spicca un ottimo Leonardo di Caprio che, probabilmente, ormai si meriterebbe un oscar.
La casa consiglia J.Edgar

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