Gds Dj House History vol 1
Gds Dj Vip Club
GdS Dj skyline
GdS Dj Electro lover
GdS Dj Smoke on the dancefloor
Gds Dj Domestic mix
GdS Dj Xmast killer volume 1
GdS Dj Xmast killer volume 2
GdS Dj Summer T(H)its
GdS DJ tribute to picotto
GdS DJ Medusa Compilation
GdS DJ Metrosexual Mininal
Gds DJ Nervous mix
Gds Dj My first elektro minimal
GdS Dj release 2.0
GdS Dj Vol 2
GdS Dj Vol 1
Quando ero adolescente io, e anelavo il momento in cui sarebbe arrivata la maggiore età, e sarebbe arrivato il mio momento di andare in giro in auto, avevo a disposizione tante auto che già erano culto e tante altre che poi comunque lo sarebbero diventate. In sorte mi è capitata la peugeot 205 jounior di mia madre, famosa all'epoca perchè aveva i sedili in tessuto jeans, e direi che proprio non sono andato male. Ma la possibilità di scegliere era veramente ampia, c'era la vecchia 500, quella classica che avrei comunque preferito rispetto alla riproposizione quadrata degli anni 90. C'erano le mitiche sopravvissute degli anni 70 la Renault 4 e la Citroen 2 cavalli, che però erano in circolazione o come cimeli per collezionisti o come residuati bellici che sarebbero state parcheggiate più dal meccanico che sotto casa. C'era la già mitica mini, che la si poteva trovare di qualsiasi età da nuova a trentenne. C'era l'inossidabile Fiat Panda, che non costava niente, non consumava niente, ma in compenso non valeva niente, il motore 600 residuato della vecchia 126, niente ammortizzatori, nessun confort, lamiera e zero rivestimenti, per una macchina che era una caverna buia e ghiacciata di d'inverno e un gulag d'estate, con prestazioni pari ad un motorino. C'era il vero mito Il maggiolone, che però era veramente mitico nella versione cabrio, se oggi un maggiolonecabrio degli anni settanta costa uno sproposito figuratevi 15 anni fa quando era ancora una macchina relativamente nuova. Eppure con tutte queste auto a disposizione l'unica che avrei voluto veramente (e che alla fine non ho mai avuto) era lei figlia di un marchio che produceva praticamente 2 auto e che in breve tempo è stato inevitabilmente assorbito dalla fiat, ovvero l'AUTOBIANCHI, poi diventata AUTOBIANCHI/INNOCENTI e poi finita nel gruppo Fiat assorbita dalla LANCIA, in sostanza la mia auto da sogno adolescenziale è stata la A 112 ABARTH
Dal 5 al 15 novembre se portate all'IKEA una trapunta, piumino o coperta che non usate piu', pulite e in un sacchetto, aiutate in primis la comunita di sant'Egidio che si occupa dei senza fissa dimora e poi ricevete in cambio un buono di 10 euro da spendere all'ikea. Copiate e incollate e facciamolo in tanti...fra poco per loro inizia il grande freddo!!!
torna il grande fratello e come sempre torna la gialappas che ci mostra il lato migliore del reality... ovvero i provini degli esclusi che sono veramente mooolto divententi, mentre invece dovrebbero essere agghiaccianti per quanto sono incredibilmente ignoranti gli aspiranti gieffini.
Era il 9 novembre del 1989, ed io avevo 14 anni, abitavo ancora nella nostra vecchia casa nel quartiere di Pianura (allora roccaforte comunista di Napoli) ed ero nel pieno del mio fervore ideologico di giovane comunista, in quel periodo della vita nel quale la politica non ti pare mai applicabile alla realtà che di sembra meschina, squallida, misera e soprattutto piccola rispetto all'enormità di quegli ideali che ti sembrano indiscutibili, quando parlano di uomini tutti uguali, di pari opportunità e di pari dignità. Poi la storia e la vita quotidiana ti insegnano, nel tempo, che i conti con realtà e con tutte le sfaccettature, soprattutto le più piccole, si devono fare eccome... e che tutto quella meschinità e quella corruzione (degli ideali) alla fine come l'acqua la propria storia sempre la trovano e gli ideali utopici per quanto belli restano comunque tali. Eppure quella notte, vissuta da giovane comunista dal pungo sinistro alzato, la ricordo con gioia, ricordo che era chiarissimo che quel che stava succedendo d'avanti alla porta di Brandeburgo era una cosa, bella della quale essere felici, che rispondeva, molti anni prima della politica burocratica, a quella necessità di fratellanza e di condivisone che gli stessi ideali richiamavano ormai solo a parole. Il mattino dopo c'era la scuola, ma non volevo mancare al primo grande evento storico che coinvolgeva quelli che come me erano nati a metà degli anni settanta. Anche se da casa, anche se nulla mi toccava personalmente mi sembrava di essere li e di partecipare in maniera viva ed attiva alla storia, in una maniera che appartiene solo a noi, quelli che siamo venuti dopo le grandi guerre mondiali, che la guerra la conoscevamo solo come fredda, e quindi lontana e distaccata, puramente ideologica. Li sotto a quel muro a sfidare i militari, senza paura che qualche cosa potesse andare male, perchè l'unica intenzione non era quella di conquistare o di distruggere, ma di riunificarsi, di abbracciare chi era li di fianco a noi ma viveva come se fosse su un altro pianeta. Il muro è stato capace di essere più alto delle catene montuose e più vasto degli oceani, finché non c'è stata la forza di volontà delle persone che hanno reso inutile e di colpo incomprensibile un confine inesistente se non nelle barriere ideologiche fin li inidistruttibili. La caduta del muro, non ha fatto cambiare in me il modo di intendere la società, su come dovrebbe essere ed invece ancora oggi non è (e quasi sicuramente non sarà mai), ma ha fatto cadere l'ipocrisia di ideologie tenute in vita così, a tenuta stagna, solo per far vivere lo status quo dei governanti che usavano gli ideali come spauracchio militare di odii antichi e spesso incomprensibilispecialmente per chi è nato lontano dai periodi di conquiste di territori di nemici che erano tali solo perchè parlavano un altra lingua. Noi italiani, sappiamo bene cosa vuol dire essere divisi a metà praticamente su ogni principio ideologico, sia esso politico, religioso, sociale, eppure nessuno potrebbe mai immaginare di vivere separatamente dal proprio vicino che la pensa diversamente, che crede più o meno di noi, che affronta la vita diversamente da come la concepiamo... sappiamo convivere ed è questo il vero grande messaggio del 9 novembre 1989 convivere... fino a che non saremo una sola cosa, che poi è quel che siamo ESSERI UMANI!
Questa la frase che Carlo Alvino, giornalista di un canale locale napoletano (canale 9) ma sopratutto tifoso del Napoli, ha detto piangendo in diretta quando Marek Hamsik Ha segnato il terzo goal del Napoli che ha ribaltato la partita dal 2-0 al 2-3 a Torino in casa della Juve la dove il napoli non vinceva da 21 anni, da quando Maradona e gli altri sancirono che quello doveva essere l'anno dello scudetto. Veramente una partita incredibile, al novantesimo non c'erano parole per poter esprimere il godimento vissuto ieri pomeriggio. Eccovi prima il filmato della partita poi quello dell'esultaza di Carlo Alvino
E così dopo le primarie del pd e l'elezione a nuovo segretario di Bersani, il buon Francesco non ci sta e se ne va sbattendo la porta. A suo dire l'elezione di Bersani sposta troppo a sinistra l'asse del partito (ma de che? mi viene da pensare) e che l'animo dei cattolici viene soffocato e che ha intenzione di creare una nuova formazione centrista.... Ora sorvolando sul fatto che uno che politicamente nasce come radicale (quando i radicali facevano le lotte vere) e muore democristiano è già un cretino a prescindere da quel che dica, qualcuno dovrebbe ricordare a Rutelli che Bersani non è diventato segretario di partito per un "golpe" interno, non perchè la dirigenza del partito (va detto un bel po anziana) l'ha imposto ai colleghi di partito. Bersani è diventato segretario perchè il PD è il primo partito italiano, e gli va dato atto di questa cosa, forse l'unica veramente innovativa che hanno fatto, ha deciso che il segretario dovesse essere espressione della base, ovvero, una volta sentite quali sono le proposte per il futuro del partito e magari anche del paese, l'elettore che avesse intenzione di votare per il PD si sceglie la propria guida. Quindi Rutelli è cretino perchè tratta la scelta di 3 milioni di persone (che nessuno ha obbligato ad andare a votare) come se invece la maggioranza dei votanti del partito non volesse questa scelta. Caro Rutelli, la verità è che in un partito dove di persone più intelligenti e preparate di te se ne trovano ad iosa, il tuo spazio per poter contare è veramente esiguo, e quindi sii onesto e ammetti che stai andando a cercare una poltrona un po più comoda e spaziosa, in un partito, che nel bipolarismo sarà sempre il terzo incomodo ma dove anche un politico mediocre come te può dire la sua. La poltrona è il tuo vero interesse, ecco del democristiano è la prima e fondamentale cosa che hai appreso.
GdS Dj House History Vol 1 Il primo disco di una quadrilogia nel quale ho selezionato la migliore (a mio parere) house commerciale degli ultimi 15 anni. Ecco la playlist di questo primo volume
Sub travel - Gambafreaks
Hear my name - Arman Van Halden
It just want do - Tim deluxe
Belmondo Rulez 2.0 - Dr. Kucho
The only way is ub - Ron Carrol
Most precious love - Barbara Tucker
Doctor pressure - Myki
Sing it back - Moloko
Lady - Mojo
Turnaround - Paths & Small
Evrybody - Ruffneck vs. Martin Soilveig
Destination Calabria - Alex Gaudino
Chase the sun - Planet funk
Sound is back - Provenzano
Need you now - Soul central
Buon ascolto
Come sempre la compilation è scaricabile cliccando sul bannerino ed è sempre ascoltabile on line sul template di questo blog.
Sabato sera avevamo voglia di sushi, ma visto l'inclemente week end dal punto di vista metereologico, non avevamo, legittimamente, molta voglia di uscire. Allora verso sera ci siamo messi un po su internet, per vedere a quale tra i ristoranti giapponesi di Napoli facesse anche servizio di takeaway. Sul sito di un paio di ristoranti, niente nessuna menzione ad eventuali piatti d'asporto, allora siamo andati su google e abbiamo scritto "sushi asporto Napoli" il primo risultato che è venuto fuori è stato IL SUSHIVENDOLO, ovvero un'idea geniale, tu telefoni, ordini dal menù on line come se fossi al ristorante con tanto di codice pietanza (noi abbiamo ordinato un 4 un 5 un 23 un 52 e altra roba) controlli il costo per vedere se ti trovi con le ordinazioni fatte e dai un orario. Giunti precisi a Mergellina in una traversa di via Caracciolo dove si trova il locale, entri e trovi la tua roba già preparata e pronta per l'asporto. I prezzi sono praticamente identici a quelli dei ristoranti, insomma resti nella media napoletanonipponica, e i prodotti sono veramente buoni. Quando li porti via nelle vaschette e non li vedi preparati sul piatto, i pezzi sembrano veramente pochi, però un ordinazione media per due persone è soddisfacente così come al ristorante. In sostanza, sbrigativo, preciso, si qualità e non caro l'idea e bella e venduta bene quindi suggerisco a tutti il sushivendolo.
La popolarità del governo è in calo (probabilmente in caduta libera), i conti dello stato non tornano, le ricette di economia creativa sono diventati vaneggiamenti alla luna, il capitalismo estremo si è dimostrato un fallimento a livello planetario, la flessibilità si è rivelata per quella che i lavoratori temevano ovvero solo una posizione del kamasutra. E il nostro buon Giulio cosa fa? Cambia idea nella speranza di non affondare ulteriormente, e dichiara che l'unica cosa che può salvare l'economia del nostro paese è IL POSTO FISSO. Attenzione non ha detto che si devono regolarizzare i contratti precari, o che si devono aumentare le occasioni di cambiamento... la regola è il posto fisso per tutta la vita, così come gli statali, che sono fannulloni proprio perchè nessuno li può licenziare... e sono teorie dei ministri e parlamentari colleghi di giulio. Farei una proposta.... Organizziamo un incontro pubblico e facciamo spiegare a Giulio Tremonti che il posto fisso è la risposta.... come pubblico ci mettiamo i due terzi dei maestri elementari precari licenziati per il solo fatto che si doveva tornare al MAESTRO UNICO!!!!
E si devo fare questo outing. Io che non ascolto mai la musica neomelodica se non per riderci sopra. Io che ho sempre trovato questa musica ignorante e sgrammaticata prima che brutta e patetica, io che odio (e non è un termine usato a sproposito) Gigi D'alessio Io che al concerto di Pino Daniele ho fatto partire il coro "te ne vai o no" contro il suddetti Gigi. Io che ho denigrato e analizzato il fenomeno Marco Marfè, prima che diventasse un fenomeno di mal costume mediatico a livello nazionale. Ebbene proprio io trovo una canzone neomelodica veramente bella. Certo tratta un argomento non proprio originalissimo e un bel po usato e riusato nel fenomeno neomelodico, quello di una ragazza che si allontana da casa e dagli affetti, e finisce per prendere la cosiddetta "strada sbagliata", però musicalmente è molto valida, e pare nemmeno troppo copiata, cantata bene con buoni arrangiamenti e buon ritmo, e perfino il video è fatto molto bene. Eccovi il video, fatemi sapere cosa ne pensate, se sono irrimediabilmente corrotto o se forse e magari questa canzone è un tantinello migliore di quelle alle quali viene associata. Aspetto vostri giudizi
Franco Ricciardi & Ivan Granatino - A storia e Maria